Chi inizia una libera professione sanitaria cerca spesso di individuare subito una direzione precisa. Una specializzazione chiara, un ambito riconoscibile, una traiettoria che permetta di essere identificati.
Il percorso di Stefania Paloschi si costruisce in modo diverso.
Nel tempo, attraverso passaggi, cambi di direzione e interessi che non si escludono, ma si sommano.
Partendo dall’esperienza clinica come ostetrica e passando per la formazione, ha saputo integrare comunicazione e business in un profilo unico. Il suo non è un percorso di sostituzione, ma un approccio dove la pratica medica incontra la visione d’impresa.
È questo il tema della puntata di “Salti – i pensieri che muovono il business” e quello che stai per leggere è la storia di Stefania.
Fuori dall’ospedale, dentro al territorio
Formatasi come professionista sanitaria, Stefania intraprende da subito una strada che si discosta da quella della maggior parte dei colleghi. Invece di entrare in ospedale e inserirsi nei ritmi di una struttura già definita, sceglie il territorio. Lo spazio in cui le donne vivono, partoriscono, crescono i figli e attraversano le transizioni del corpo.
Come racconta lei stessa durante la puntata: “Decido fin da subito di lavorare non in ospedale… di stare sul territorio…”
Una frase che contiene una scelta di posizionamento nel costruire uno spazio proprio invece di adattarsi a uno già esistente.
Prima la sperimentazione, poi la certificazione
Invece di partire da un titolo per poi cercare dove applicarlo, la sua attività muove dal fare: organizza corsi per colleghe, collabora con altri professionisti e accumula esperienza sul campo, imparando dalle situazioni reali molto prima di ufficializzare il tutto.
La certificazione arriva dopo, come conseguenza naturale di una competenza già strutturata.
Nell’intervista lo spiega bene: “Prima mi sono buttata a farlo… poi ho deciso che mi serviva la certificazione…”
È un ribaltamento di prospettiva fondamentale: non si parte da un titolo per trovare la direzione, ma si inizia a sperimentare. Solo in un secondo momento, se c’è l’esigenza, ci si certifica.
Dall’aula al business mentoring in ambito sanitario
Accanto alla pratica clinica e alla formazione, si apre un terzo fronte.
Stefania inizia a interessarsi a come si costruisce concretamente una libera professione sanitaria: dalla gestione alla comunicazione, dall’organizzazione dell’agenda fino alla parte amministrativa, aspetti che spesso i professionisti della salute affrontano in solitaria e senza strumenti adeguati.
Il percorso di affiancamento parte dai passaggi operativi per arrivare a quelli strategici, allargando progressivamente il raggio d’azione. Il perimetro si espande, ma resta ben saldo all’interno del mondo sanitario, il territorio che conosce meglio.
Competenze cliniche e visione d’impresa: un binomio possibile
La sua vera forza non risiede solo nelle competenze acquisite, ma nella sua storia: conosce il settore dall’interno, ne abita le regole, i confini e le responsabilità. Sa come si muovono le diverse figure professionali e dove tracciare i limiti tra l’una e l’altra.
Questa consapevolezza le permette di unire due dimensioni che spesso viaggiano separate:
- Competenze sanitarie e visione di business, per chi deve imparare a gestire un’attività senza smarrire la propria identità professionale.
- Marketing e rispetto dell’etica, per comunicare in un settore governato da regole precise che non possono essere ignorate.
Oggi accompagna altri colleghi nella costruzione della loro libera professione, integrando strategia e organizzazione.
Lo fa anche collaborando con Lofacciodigital, in una logica che lei stessa sintetizza così: “Oggi faccio anche questo… ma non da sola. Collaborare e farmi contaminare è una ricchezza che non finisce”.

La multipotenzialità come risorsa nel business sanitario
C’è un filo rosso che attraversa tutta la sua carriera e che, per lungo tempo, ha vissuto come un limite. Si appassiona a un ambito, costruisce competenze solide, ottiene risultati. Poi, subentra la stanchezza.
Non perché le cose vadano male, ma proprio perché funzionano e lei sente il bisogno di guardare altrove.
Come confessa nell’intervista: “Dopo sei mesi mi stancavo, anche se le cose andavano bene.”
Questo schema si ripete più volte, portandola a pensare che il problema fosse proprio la sua incapacità di stare ferma o di accontentarsi.
La svolta arriva quando cambia radicalmente la lettura di questa dinamica: “Quando ho smesso di sentirmi sbagliata… ho capito che quella poteva essere la mia unicità.”
Da quel momento smette di lottare contro la propria natura e inizia a assecondarla.
La multipotenzialità smette di essere un difetto da correggere e diventa la lente attraverso cui costruire un metodo originale. Aver attraversato ambiti diversi le permette oggi di leggere i percorsi professionali con una visione ampia, offrendo un supporto unico a chi si trova nelle fasi di inizio o di transizione.
Come rendere sostenibile la libera professione: investire invece di “fare tutto da soli”
Questo percorso non nasce da una svolta improvvisa, ma si forma per strati. In ogni fase, riesce a tenere insieme più dimensioni senza forzare nulla: osserva ciò che funziona, testa quello che ancora non esiste e rimane in equilibrio tra la sicurezza di quanto già costruito e la curiosità verso la meta successiva.
Senza reagire alle pressioni esterne o bruciare le tappe per dimostrare qualcosa, Stefania ha imparato a stare dentro l’incertezza finché la direzione non si chiarisce da sola.
Come suggerisce nell’intervista: : “Stateci un po’ in quel fiume… quando arriva il momento giusto… fate il salto.”

C’è però un altro nodo fondamentale che ha dovuto affrontare nel tempo, un’idea radicata in molti professionisti sanitari: la convinzione di dover fare tutto da soli, come se chiedere aiuto significasse ammettere una mancanza.
“Siccome avevo scelto la libera professione, pensavo di dovercela fare da sola…”
Portare avanti questo dogma rallenta la crescita, appesantisce il quotidiano e toglie energia a ciò che conta davvero.
La sua svolta è arrivata nel momento in cui ha smesso di confondere l’indipendenza con l’isolamento, iniziando a investire in modo consapevole: collaborazioni, supporto e strumenti che le permettono di muoversi più velocemente senza esaurire le proprie risorse.
“Non tutto è una spesa… è un investimento che velocizza tantissimo.”
Da quel momento, la forma stessa del suo lavoro è cambiata. Un business diventa davvero sostenibile non quando riesci a gestire ogni dettaglio in solitaria, ma quando smetti di pensare che sia necessario farlo.
Vuoi costruire un business che cresca con te?
In Lofacciodigital accompagniamo professionisti e professioniste, imprenditori e imprenditrici nel creare modelli di business sostenibili, realistici e in linea con il proprio modo di funzionare.
Lavoriamo insieme per integrare competenze, energia e visione in un percorso di crescita concreto.
Prenota una conoscitiva gratuita e inizia a costruire il tuo prossimo salto.
L’episodio “Quando la multipotenzialità diventa direzione” con Stefania Paloschi per Lofacciodigital è disponibile su Spotify, Apple Podcast e sulle principali piattaforme di ascolto.

Empatia, ascolto e praticità. E una propensione naturale per organizzazione e problem solving. Oggi accompagno donne e libere professioniste nei loro viaggi di trasformazione.


