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Margherita Zocca, professionista dell’allattamento materno tra ascolto e informazione

Mani di una professionista dell’allattamento materno con pancione che tiene un quaderno con appunti

A volte i desideri accantonati continuano a lavorare dentro di noi, crescono mentre la vita scorre e riemergono nei momenti meno previsti.

Margherita Zocca è farmacista, consulente in allattamento IBCLC e professionista dell’allattamento materno. Nel suo lavoro accompagna le famiglie con informazioni scientifiche e ascolto, soprattutto su temi spesso confusi come farmaci e allattamento.

Prima ancora della farmacia, però, c’era già l’idea di lavorare accanto alle donne durante la gravidanza e nei primi mesi di vita dei loro bambini.

Per Margherita il filo che tiene insieme tutto si chiama ascolto di sé, della vita e delle domande che le famiglie portano.

Il sentire… se non ci sentiamo e non ci ascoltiamo è difficile che riusciamo davvero ad andare dove vogliamo…

È la storia che racconta nel podcast “Salti, i pensieri che muovono il business, dove ogni puntata esplora come esperienze personali e professionali si intrecciano fino a diventare una professione.

Chi è Margherita Zocca

Margherita è nata a Bussolengo, in provincia di Verona. Dal 2015 vive all’estero prima in Arabia Saudita, poi in Germania e lì costruisce un lavoro che raggiunge famiglie italiane, e non, in tutto il mondo.

È farmacista, IBCLC Consulente professionale in allattamento materno, Family Sleep Coach e referente certificata “Il Parto Positivo”. 

Competenze diverse che hanno trovato un centro comune: accompagnare le famiglie nelle fasi più intense della genitorialità, con informazioni verificate e supporto concreto.

Il turning point: quando la vita sceglie per te

Il momento in cui tutto cambia arriva in Arabia Saudita, durante la gravidanza della seconda figlia. Per una legge interna al campus, Margherita non può più lavorare.

Si ferma. E in quel silenzio, una domanda prende spazio.

Il salto più grosso è stato il momento in cui ho deciso di voler cambiare. Vivevamo in Arabia Saudita, aspettavo la mia seconda figlia e per una legge interna al campus non ho più potuto lavorare. Facevo il tecnico di laboratorio in università e lì uno si mette un punto di domanda: adesso cosa faccio?

L’interesse per l’allattamento era già presente, nato con la prima figlia. La domanda restava aperta: si può davvero trasformarlo in lavoro?

Intorno a quella domanda si accumulano due bambine piccole, una pandemia, un trasferimento in Germania. 

La maternità però non interrompe nulla anzi porta Margherita a cambiare il modo di vedere e a prendere sul serio quell’interesse che continuava a tornare.

È in quel periodo che decide di formarsi come consulente professionale in allattamento materno (IBCLC) e di iniziare ad accompagnare le prime famiglie. Nata come una curiosità personale diventa progressivamente un lavoro fatto di studio, consulenze e confronto quotidiano con le madri.

E alla fine la domanda trova risposta: sì, può diventare una professione.

Margherita Zocca al computer durante il lavoro di consulente in allattamento materno

Un’offerta che cresce per ascolto

Il passaggio al sonno infantile nasce da quello che le famiglie portano nelle consulenze, e non da una strategia come ci racconta nell’intervista:

È stata un’evoluzione naturale… dalle richieste poi ci si è spostate alle richieste per il tema allattamento e sonno. Vorrei dare supporto a queste famiglie in un modo che sia completo.”

Lo stesso vale per il modello di lavoro se se la pandemia spinge tutti online, per Margherita diventa la conferma di qualcosa che aveva già sperimentato vivendo all’estero. Un insegnamento su cosa significa cercare supporto nella propria lingua lontano dall’Italia.

Con la pandemia per forza di cose abbiamo dovuto orientarci su un online… ora siamo tornati in una situazione ibrida.

Nel suo lavoro la presenza online permette di:

  • Raggiungere madri italiane all’estero che cercano supporto nella propria lingua;
  • Lavorare con famiglie in zone poco coperte da figure come le IBCLC.

Farmaci e allattamento: quando la competenza diventa servizio

C’è un problema che Margherita incontra spesso nelle le madri che allattano e riguarda l’eventualità in cui ci sia il bisogno di assumere un farmaco. Risposte e indicazioni confuse, a volte sbagliate. 

La più frequente è una sola che non puoi prendere nulla. Nonostante spesso le fonti scientifiche più aggiornate dicano altro.

Il background da farmacista trova qui la sua collocazione. Non come titolo, ma come strumento concreto.

Sul suo sito costruisce un motore di ricerca che permette di:

  • Cercare un farmaco o un principio attivo per nome;
  • Leggere informazioni verificate sulle fonti disponibili;
  • Essere sicure di avere sempre fonti aggiornate.

Il suo progetto è gratuito ma richiede studio e aggiornamento continuo. 

È il punto in cui una competenza tecnica smette di essere curriculum e diventa impatto reale come ci racconta nella puntata: “Vorrei che alla mamma arrivasse proprio l’informazione più possibile aggiornata, poi può passare gli studi scientifici al medico ma che comunque la mamma abbia la possibilità di scegliere.

Mani che tengono seni all’uncinetto, simbolo del lavoro di una professionista dell’allattamento materno

Il prezzo e il valore del proprio lavoro

Nel podcast Salti, i pensieri che muovono il business, c’è una domanda che torna spesso: quanto vale davvero il proprio lavoro, e come questo valore si traduce nei prezzi.

Tocca tutte le libere professioni, e qui trova una risposta molto onesta.

Il pricing racconta quanto una professionista riconosce il proprio valore, e quanto è disposta a sostenerlo nel tempo. Su questo fronte il percorso è ancora aperto:

È una domanda su cui io sto lavorando ancora molto. Quando sono partita ragionavo in forma da dipendente, non avevo idea del lavoro che c’è dietro alla consulenza, prima e dopo, lo studio, la formazione. E’ come un puzzle grande ancora un work in progress.

All’inizio il prezzo coincide con l’ora di consulenza. Poi, con il tempo, entrano nel conto tutte le parti invisibili: la preparazione, i materiali, il follow-up, gli anni di formazione.

E c’è un livello ancora più profondo, che riguarda il rapporto con sé stesse: “Lavorare in libera professione non lo puoi scindere da un lavoro personale… nella professione emergono tutte quelle credenze personali limitanti…

Credere nella propria visione anche nei momenti bui

Ci sono dei momenti bui… anche io credo nelle crescite lente e costanti… ci sono momenti in cui dici chiudo tutto… e in quei momenti puoi chiedere aiuto… magari anche solo a un collega…

I social mostrano il risultato, non il percorso. Chi lavora nel campo dell’allattamento può avere la sensazione che il mercato sia saturo, ma figure come le IBCLC non sono ancora diffuse sul territorio italiano, e le famiglie che cercano supporto qualificato sono molte più di quelle che riescono a trovarlo. La saturazione è spesso un’illusione ottica.

Quando le cose vanno tutto bene ci credi… nei momenti in cui si vacilla, tu ci stai credendo? Io ci credo anche quando non va sempre come vorrei.

La tenuta del business si misura quando bisogna scegliere di restare dentro alla visione, senza conferme immediate.

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L’episodio “Quando una competenza diventa servizio” – con Margherita Zocca per Lofacciodigital è è disponibile ora su Spotify, Apple Podcast e sulle principali piattaforme di ascolto.

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