Partita IVA forfettaria: consigli per non avere sorprese!

partita iva forfettaria

La partita IVA forfettaria è stata introdotta con la legge di stabilità 2015, (legge n. 190 del 2014, articolo 1, commi 54-89), identificando come destinatari gli esercenti attività d’impresa e arti e professioni in forma individuale, cioè gli operatori economici di ridotte dimensioni. Tale regime, applicabile dal 1° gennaio 2015 , è stato successivamente modificato dalla legge di stabilità 2016.

Alla base dell’idea, vi era l’obiettivo di incentivare la fioritura di nuove attività commerciali e professionali e, ad oggi, comparandola con gli altri regimi fiscali, può rappresentare il regime con maggiori agevolazioni in concomitanza con determinate condizioni.

Se sei una libera professionista continua nella lettura di questo articolo perché insieme esploreremo i punti chiave, i vantaggi e gli svantaggi, di aprire la partita IVA forfettaria. Per gestirla al meglio, senza avere brutte sorprese.

Partita IVA forfettaria: cosa si intende per regime forfettario?

Come anticipavo sopra, il regime forfettario è un regime fiscale semplificato riservato a determinate categorie di liberi professionisti, imprenditori e artigiani che hanno un fatturato annuo che non supera determinati limiti.

I limiti della partita IVA forfettaria solitamente si modificano, quindi, ti consiglio di chiedere al tuo commercialista di tenerti aggiornata.

Infatti, ai sensi dall’articolo 1, comma 54 della Legge del 29 dicembre 2022, numero 197, il tetto limite di ricavi o compensi fino al 2022 era fissato a 65.000 euro annui, mentre per il 2023 è salito a 85.000 euro annui.

Questo regime fiscale prevede per gli esercenti attività d’impresa e arti e professioni in forma individuale di assoggettare il reddito a un’unica imposta sostitutiva di quelle dovute con l’aliquota del 15 per cento, senza limiti di tempo.

Quali sono i requisiti per poter accedere a un regime agevolato?

La normativa di riferimento ha stabilito determinati requisiti per poter accedere al regime agevolato, ossia:

  • non aver conseguito ricavi o percepito compensi, ragguagliati ad anno (nel caso di inizio attività in corso d’anno), superiori a 85.000 euro (aggiornamento del 2023);
  • non aver sostenuto spese per un ammontare complessivamente superiore ad euro 20.000 lordi per dipendenti o collaboratori.

Da questi limiti, vengono esclusi, e quindi non calcolati ai fini dell’identificazione del limite, i compensi di natura occasionale qualificabili come redditi diversi ai sensi dell’art.67 co.1 lett i) e l) del TUIR.

All’interno del nuovo regime è prevista inoltre una specifica disciplina di vantaggio per coloro che iniziano una nuova attività: in tal caso l’aliquota è del 5% (e non del 15%) e può essere utilizzata per cinque anni.

Per usufruire del regime agevolato al 5%, il contribuente deve rispettare i seguenti requisiti:

  • non deve aver esercitato, nei 3 anni precedenti, un’attività artistica, professionale ovvero d’impresa, anche in forma associata o familiare;
  • l’attività da esercitare non deve costituire, in nessun modo, una mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l’attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni;
  • qualora venga proseguita un’attività d’impresa svolta in precedenza da altro soggetto, l’ammontare dei relativi ricavi, realizzati nel periodo d’imposta precedente quello di riconoscimento del predetto beneficio, non sia superiore ai limiti previsti per il regime forfetario.
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Ma che succede se supero i limiti stabiliti?

Dipende! Se il superamento della nuova soglia di 85.000 euro avviene nel 2023 e, in ogni caso, non viene superato il limite di € 100.000, la fuoriuscita dal regime agevolato verrà determinata a decorrere dall’anno successivo (2024).

Se, invece, viene superata nell’anno 2023 la soglia di € 100.000, il professionista uscirà immediatamente dal regime agevolato in quello stesso anno con obbligo di assoggettamento ad IVA “a partire dalle operazioni effettuate che comportano il superamento del predetto limite”.

Ecco che in fase di avvio di un business, è necessario valutare attentamente se aprire partita IVA forfettaria sia adatto alla propria attività. Sicuramente, una consulenza con un commercialista esperto può aiutarti per prendere una decisione informata e consapevole (come si fa a lanciare un brand on line).

I vantaggi in un regime forfettario

Iniziamo ad elencare i vantaggi del regime forfettario partendo dalla tassazione agevolata che in questo caso includono una tassazione semplificata e prevedibile, con un’aliquota fissa del 15% sull’imponibile basata sul fatturato e senza obblighi di liquidazione dell’IVA trimestrale.

Infatti, le tasse vengono calcolate solo su una percentuale dei tuoi incassi, che si ottiene moltiplicandoli per un valore specifico per ogni attività, detto coefficiente di redditività. Dall’importo ottenuto dovrai sottrarre i contributi già versati e poi calcolare le tasse da pagare.

Ulteriori vantaggi per la partita IVA forfettaria sono:

  • Gli acquisti non vengono conteggiati per la determinazione del reddito, ma vengono presi in considerazione a meri fini statistici e per la determinazione del credito d’imposta per gli acquisti di beni nuovi.
  • Agevolazione al cliente e minori costi di tenuta della contabilità. Se hai accesso al regime forfettario potrai non chiedere l’IVA al tuo cliente. Proporre, infatti, un servizio esente IVA ha considerevoli vantaggi nei B2C, ossia nel mercato con i consumatori, o privati.
  • I costi di gestione della contabilità sono più bassi.

E’ bene sottolineare che questi sono alcuni dei vantaggi previsti per il regime forfettario. Ogni situazione ha una sua specifica casistica. Pertanto ti consiglio sempre di rivolgerti a un commercialista per comprendere meglio le opportunità del regime agevolato.

Gli svantaggi nel regime forfettario

Esistono comunque anche alcuni svantaggi da considerare nella partita IVA forfettaria. Il primo tra tutti, il più grande, è che applicando il regime agevolato si perdono tutte molte delle detrazioni che spettano invece ai contribuenti ordinari.

Tutte le detrazioni tipiche vengono escluse. Ecco alcuni esempi:

  • spese per i familiari a carico;
  • spese mediche;
  • costi sostenuti per le ristrutturazioni;
  • risparmio energetico etc.

Pertanto, se hai intenzione di sostenere spese di ristrutturazione dell’immobile, hai un’attività che genera molte spese oppure hai un’attività che non produce molti redditi potrebbe non convenire di optare per il regime agevolato.

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Consigli pratici per i liberi professionisti in regime forfettario

Il primo consiglio che posso darti è rivolgerti a un commercialista competente che ti possa aiutare a trovare la soluzione più adatta alla tua attività (come aprire uno shop Instagram senza sito).

Inoltre, esistono alcuni accorgimenti che ti potranno essere utili ad evitare sorprese fiscali e problemi amministrativi. Alcuni tra questi sono:

  • Valuta attentamente i requisiti e i limiti di fatturato e monitorali durante l’anno;
  • Tieni una corretta registrazione delle entrate e delle uscite e inizia a mettere da parte ciò che dovrai pagare l’anno successivo;
  • Mantieni una corretta separazione tra finanze personali e professionali. È consigliabile aprire un conto bancario dedicato all’attività professionale e utilizzarlo esclusivamente per le transazioni legate all’attività, tenendo traccia accurata di tutte le entrate e le uscite;
  • Conserva tutte le fatture emesse e ricevute in modo ordinato e per il periodo determinato dalla legge, che ai sensi dell’art 2220 Cod. Civ. è di 10 anni;
  • Mantieni una corretta e consapevole comunicazione con il tuo commercialista per rimanere sempre informata sulle scadenze;
  • Fai attenzione alle regole di fatturazione.

Partita IVA forfettaria si o no?

In conclusione, il regime forfettario rappresenta una soluzione fiscale vantaggiosa per molti professionisti, offrendo semplificazioni amministrative e benefici fiscali. Tuttavia, è fondamentale comprendere appieno le regole e le modalità di gestione di questo regime fiscale, per evitare errori, sanzioni o interessi di mora.

La corretta gestione fiscale dell’attività professionale nel regime forfettario richiede una pianificazione accurata, una corretta registrazione delle entrate e delle spese, una conoscenza delle agevolazioni fiscali e delle regole di fatturazione, e una prontezza a fronteggiare eventuali verifiche o controlli fiscali.

Tuttavia, è importante sottolineare che il regime forfettario potrebbe non essere la soluzione fiscale più vantaggiosa per tutti i professionisti. In alcuni casi, ad esempio per professionisti con elevati costi deducibili o con ricavi molto elevati, potrebbe essere più conveniente optare per altri regimi fiscali.

Pertanto, è fondamentale valutare attentamente la propria situazione fiscale personale e professionale.

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