Alcune persone sembrano nascere con un’idea nitida del lavoro che vogliono fare. Altre, invece, crescono attraversando interessi diversi, competenze multiple, linguaggi che si intrecciano.
Educazione, micro nido, trattamenti sul corpo, yoga, medicina cinese, studio, formazione continua. Ogni passaggio aveva senso. Eppure, per anni, la domanda resta sospesa: tutto questo è un percorso o è dispersione?
La multipotenzialità non fa rumore, lavora sotto traccia e finché non trova il filo che tiene insieme i pezzi, sembra solo confusione.
Francesca Maio nella puntata del podcast “Salti, i pensieri che muovono il business” racconta il suo percorso e mostra come la vera evoluzione.
Quando la multipotenzialità e l’identità professionale trovano un punto di incontro, la dispersione lascia spazio alla direzione.
“…faccio talmente tante cose che probabilmente non sono brava in niente, perché sono talmente tante che come faccio ad essere brava?”
Mollare il controllo per lasciare emergere l’identità
Prima ancora di definire il suo metodo o la sua offerta, Francesca Maio ha dovuto compiere un passaggio interno fondamentale: scardinare la convinzione che per crescere serva un controllo totale e costante.
Racconta infatti come: “…la convinzione che più di tutto ho dovuto mollare per permettere al business di crescere è stata quella di avere tutto sotto controllo… quando inizi davvero a fidarti del processo, del corpo, dell’intuito… poi il cammino si rivela.”
Il controllo è rassicurante, ma rischia di diventare una gabbia che toglie ossigeno alla creatività. Nella rigidità, la natura fluida della multipotenzialità si perde.
La crescita di Francesca non è stata quindi una linea retta, ma un’evoluzione organica.
Un percorso fatto di ascolto, piccoli aggiustamenti e il coraggio di seguire le intuizioni mentre accadono, trasformando il caos apparente in una nuova forma di coerenza professionale.
Dal micro nido allo Studio Gioia: un percorso in evoluzione
L’esordio nel mondo dell’educazione come dipendente mostra subito i primi limiti perché le intuizioni e le idee innovative non trovano lo spazio necessario per esprimersi pienamente.
La scelta di licenziarsi e aprire partita IVA per gestire un micro nido rappresenta il primo vero passo verso l’autonomia, ma con il tempo anche questa dimensione inizia a stare stretta.
La formazione però non si ferma mai e l’avvicinamento alle tecniche di massaggio, allo shiatsu e alla medicina cinese traccia una nuova direzione sentita come più affine alla propria natura.
Dopo la chiusura del nido arriva una nuova partita IVA e l’inizio dell’attività con i trattamenti sul corpo, inizialmente proposti a domicilio. Poi si presenta l’occasione di uno spazio proprio, seguita dalla ristrutturazione e dall’inaugurazione, ma appena una settimana dopo scatta il lockdown.
Quello che poteva essere un blocco totale si trasforma in un acceleratore imprevisto.
“…durante il covid ho dovuto mollare il controllo per forza e dovermi reinventare mi ha portato a stare nel flow e a creare quello che ho oggi, quindi uno studio che funziona bene ed anche delle collaboratrici.”
Le lezioni di yoga traslocano online direttamente dalle sale del nuovo studio e diventano il mezzo per farsi conoscere.
Alla riapertura il pubblico arriva finalmente in presenza, prima per lo yoga e poi per il lavoro sul corpo. Nato come un semplice adattamento all’emergenza diventa ben presto una struttura solida e vincente.

Creare la propria materia unica
Emerge chiaramente, durante l’intervista, come il segreto stia nel trovare il filo che tiene insieme ogni esperienza.
Multipotenziale, con “250.000 specializzazioni”, come dice sorridendo, ma con un punto di gravità fisso identificato nella medicina cinese.
Da questa base si muove nel corpo attraverso il movimento consapevole, lo yoga, il respiro e il lavoro energetico. Per un periodo però qualcosa non sembrava tornare.
“…mi fermo e mi ascolto… stavo portando il mio lavoro molto sul teorico ma stavo lasciando fuori me, che invece sono tanto corpo…”
Il passaggio decisivo non è stato aggiungere l’ennesima competenza, ma togliere ciò che non la rappresentava più. Integrare invece di frammentare ha permesso di unire coaching, corpo ed energia in un’unica direzione coerente.
Anche quando nei suoi percorsi emerge il tema dell’alimentazione, l’approccio non è mai in chiave nutrizionale perché non è una nutrizionista. L’attenzione resta esclusivamente legata all’energia dei cibi secondo la visione della medicina cinese.
Un tassello prezioso e non di un nuovo ruolo da ricoprire. In questo modo la multipotenzialità smette di essere dispersione e diventa materia personale.
Il respiro come chiave di trasformazione
Il corpo rappresenta per lei un canale potente, una via d’accesso privilegiata alla realtà.
“Il corpo è sempre stato un canale potentissimo per me, sia di espressione sia di consapevolezza sia di sfogo.”
Dentro questo approccio si nasconde uno strumento semplice e allo stesso tempo radicale. Il respiro non è solo una pratica tecnica ma una vera metafora del business.
Quando si smette di trattenere, qualcosa finalmente si sblocca. Tornare a respirare significa tornare a scegliere. La domanda “resto contratta o torno a fluire?” diventa così un interrogativo che riguarda il lavoro tanto quanto la vita.

Il valore e la responsabilità di chi sei
Il tema del pricing e del posizionamento economico arriva solo in un secondo momento, quando l’identità è ormai nitida. Imparare a riconoscere il proprio valore è il passo decisivo perché finché non siamo noi a vederlo, non possono farlo nemmeno gli altri.
Questo percorso di consapevolezza non è stato solo tecnico ma profondamente personale, passando attraverso il supporto di psicoterapeuta, business coach e costellazioni. Non si è trattato di accumulare nuovi titoli, ma di imparare a vedersi davvero.
Nel momento in cui si riconosce la propria identità, bisogna poi assumersi la responsabilità di ciò che si decide di portare all’esterno. Vedere chi si è implica la scelta coraggiosa di sostenerlo, anche economicamente.
Scremare, scegliere, delegare
L’esperienza sul campo ha portato una consapevolezza chiara: vendere qualcosa che non si sente più allineato costa una fatica enorme. La sicurezza nasce quando l’offerta rispecchia perfettamente chi siamo.
Scremare i propri servizi diventa quindi un atto di maturità imprenditoriale. Delegare alcune richieste al team non significa affatto perdere credibilità, ma proteggere la propria direzione.
Spesso si cade nell’errore di pensare di dover fare tutto da sole per risultare affidabili, mentre la realtà mostra l’opposto. La credibilità cresce proprio dove abita la coerenza.
La chiarezza arriva in movimento
A chi si trova all’inizio o sta attraversando una nuova fase di cambiamento, il consiglio è semplice e concreto. Non bisogna smettere di lavorare su di sé, ma soprattutto non si deve aspettare di sentirsi pronte per partire.
Basta un piccolo passo perché la chiarezza non è un prerequisito, ma una conquista che arriva facendo. Non esiste il momento perfetto, esiste solo il movimento. E come suggerisce Francesca con un sorriso, in tutto questo è fondamentale ricordarsi di respirare.
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L’episodio “Quando la multipotenzialità diventa direzione” con Francesca Maio per Lofacciodigital disponibile ora su Spotify, Apple Podcast e sulle principali piattaforme di ascolto.

Empatia, ascolto e praticità. E una propensione naturale per organizzazione e problem solving. Oggi accompagno donne e libere professioniste nei loro viaggi di trasformazione.


