La società spinge chi lavora a misurarsi con i propri pari, a difendere la propria idea come se qualcuno la volesse rubare. Dentro questo schema chi vuole crescere finisce spesso per chiudersi, convinto che l’unico modo per fare bene le cose sia farle da sola.
Elisa Cappellini, farmacista nutrizionista, quello schema lo ha rovesciato. Ha smesso di leggere gli altri professionisti come avversari e ha costruito un team di persone che condividono i suoi valori.
È stata tra le prime farmaciste a sperimentare un nuovo modo di comunicare sui social e, nel tempo, ha focalizzato il suo lavoro sulla nutrizione e sulla salute femminile.
In questa puntata di Salti, i pensieri che muovono il business, Elisa racconta come ha trasformato la paura di restare sola nella spinta a lavorare con gli altri, come ha retto alle critiche per essersi esposta online e come sta imparando a dare un prezzo al proprio tempo.
Smettere di fare tutto da sola: le mosche bianche
Quando Federica Ometti le chiede quale convinzione ha dovuto cambiare per far crescere il business, Elisa risponde di getto: per anni ha creduto di dover fare tutto da sola. È il riflesso di un mondo del lavoro che ci mette in competizione e insegna a guardare verso l’alto anziché accanto a noi .
Lei ha rotto questo schema cercando quelle che chiama mosche bianche, le persone rare che risuonano la stessa energia e la stessa voglia di lavorare, e con loro ha trovato un altro modo di arrivare ai risultati: “Con le mosche bianche si va un pochettino più lontano.“
Da sola forse andrebbe più veloce. In squadra magari ci mette più tempo, ma raccoglie soddisfazioni che da sola non avrebbe mai avuto e lascia a ognuno lo spazio per costruire qualcosa di proprio.
Dal banco della farmacia ai social: la voce fuori dal coro
Elisa si presenta prima come neomamma e farmacista.
È nata al banco della farmacia nel 2013 e da lì ha imparato ad aiutare le persone. Nel 2022 ha capito che poteva farlo anche altrove e ha portato il suo lavoro dentro Instagram, in un momento in cui quasi nessun farmacista lo faceva.
La scelta le è costata critiche pesanti. Lei ha retto perché ha deciso di restare quello che era: una professionista che aiuta chi ha davanti, dentro e fuori dalla farmacia.
Da quel momento il percorso è cresciuto un passo dopo l’altro:
- 2013: l’inizio al banco della farmacia;
- 2022: l’ingresso sui social come una delle prime farmaciste a comunicare online;
- il master per specializzarsi nel campo della nutrizione;
- la seconda laurea, oggi in corso;
- il focus sull’universo femminile, tra sfera ormonale e fertilità.
“Ero la voce fuori dal coro, ero una delle prime farmaciste che si approcciavano a questo tipo nuovo di comunicazione.”

Nutrizione femminile e PMA: portare la propria storia nel lavoro
Elisa ha deciso di specializzarsi nella salute femminile a 360 gradi, dalla sfera ormonale alla fertilità. Non è una scelta di mercato, è la sua storia: è diventata mamma dopo un percorso di procreazione assistita e ha scelto di raccontarlo, anche se tocca una parte intima della sua vita.
“Essendoci passata, avendo preparato il mio corpo, è chiaro che mi viene da raccontarlo, mi viene da condividerlo.”
Parlare di PMA alla luce del sole in Italia resta raro, e molte persone ancora se ne vergognano. Aprendo la porta del suo racconto, Elisa ha lasciato entrare le storie di tante altre donne, quelle che ce l’hanno fatta e quelle che non ce l’hanno fatta, e questo scambio l’ha fatta sentire meno sola.
Una community vera nasce così: quando c’è qualcosa che accomuna, un percorso, un modo di mangiare, una fatica, le persone smettono di camminare da sole.
Strumenti a tavola: un metodo cucito sulla persona
Descrive il suo lavoro come un dare strumenti per costruire una versione migliore di sé, dove migliore lo stabilisce la persona e non un canone imposto da fuori.
Il suo punto di partenza è l’ascolto, non uno schema uguale per tutti. Nessun protocollo preimpostato ma un approccio unico, come la persona che ha davanti.
Il suo metodo non segue sequenze automatiche, ma si adatta alla singola donna e poggia su alcuni pilastri precisi.
- l’ascolto e l’interpretazione di quello che la persona racconta;
- una base scientifica, con gli esami necessari a capire cosa serve davvero;
- la collaborazione con altri professionisti;
- l’osservazione dei segnali del corpo, quelli che uno schema rigido non coglie.
Lo stesso principio vale, per Elisa, anche quando entra in gioco la tecnologia. L’intelligenza artificiale resta uno strumento: può amplificare il lavoro di chi possiede competenza, pensiero critico e capacità di osservazione.
Dalla paura di restare sola alla costruzione del team
La trasformazione di Elisa non parte dal business, ma dal lavoro che ha fatto su se stessa. Prima teneva sotto controllo ogni dettaglio, convinta che fosse l’unico modo per far funzionare le cose. Poi ha riconosciuto una paura legata all’abbandono e ha capito quanto quel timore pesasse anche sul suo modo di lavorare.
Da lì è cambiato anche il modo in cui vive e gestisce il team. Le sue mosche bianche non sono persone da trattenere, ma persone che sceglie di avere accanto e che, a loro volta, scelgono di esserci. Non perché siano legate a lei, ma perché condividono un modo di lavorare e una direzione.
Il rapporto con il denaro e il valore del tempo
Sul denaro Elisa non recita la parte di chi ha tutte le caselle a posto: ammette che è un tema ancora annodato. Ha iniziato ad affrontarlo in punta di piedi, facendosi affiancare da Federica nel percorso.
Da quando è mamma il tempo ha assunto un valore ancora più concreto: se decide di sottrarlo a quella che oggi considera la sua priorità, vuole farlo consapevolmente e sapere perché sta compiendo quella scelta.
“Oggi consapevolmente ho un motore ibrido che va con energie alternative e decido io quando fermarmi al benzinaio.”
Prima i soldi erano la benzina che decideva quando spegnere il motore, oggi decide lei quando dare gas. E quello che guadagna lo rimette nella propria crescita, dall’università all’aggiornamento continuo, con una serenità economica che cinque anni fa non aveva.

Guardare indietro per misurare quanto si è cresciuti
Dopo l’evento “Piano Marketing” di Lofacciodigital, Elisa ha iniziato a mettere nero su bianco i numeri delle consulenze, perché quello era l’obiettivo che si era portata a casa.
Era convinta di aver rallentato dopo la nascita del figlio, invece ha scoperto che gennaio era stato il mese con più consulenze da quando ha aperto. Un dato che l’ha spiazzata al punto da passare due giorni a controllarlo, sicura che ci fosse un errore.
Da questa scoperta arriva il consiglio che lascia a chi sta per aprire la partita IVA e a chi lavora già da anni: “smettere di guardare solo avanti e imparare a guardare anche indietro”.
Vuoi costruire un business che cresca con te?
In Lofacciodigital accompagniamo professionisti e professioniste, imprenditori e imprenditrici nel creare modelli di business sostenibili, realistici e in linea con il proprio modo di funzionare.
Lavoriamo insieme per integrare competenze, energia e visione in un percorso di crescita concreto. Prenota una conoscitiva gratuita e inizia a costruire il tuo prossimo salto.
L’episodio 44 “Portare nel business la propria storia e trovare le proprie mosche bianche” con Elisa Cappellini per Lofacciodigital è disponibile su Spotify, Apple Podcast e sulle principali piattaforme di ascolto.

Empatia, ascolto e praticità. E una propensione naturale per organizzazione e problem solving. Oggi accompagno donne e libere professioniste nei loro viaggi di trasformazione.


