Il 21 maggio ci incontriamo a Milano? Iscriviti a Piano Marketing 

Roberta Anselmi: creatività umana e intelligenza artificiale 

Ritratto di Roberta Anselmi che si dissolve in pixel digitali, simbolo del rapporto tra creatività umana e intelligenza artificiale.

Creatività umana e intelligenza artificiale sono al centro di un confronto che riguarda sempre più da vicino chi lavora con le idee.

La scrittura è stata uno dei primi ambiti a incassare il colpo: oggi una macchina produce pagine di testo in pochi secondi e chi lavora come copywriter rischia di trovarsi a giustificare un mestiere che fino a ieri nessuno metteva in discussione.

La domanda che si apre allora è una sola: cosa resta di umano, e di non replicabile, in un lavoro creativo?

Roberta Anselmi, Copywriter e parte del team di Lofacciodigital, ha risposto muovendosi nella direzione opposta a quella che il mercato le chiedeva: invece di accelerare ha rallentato, ha difeso lo spazio mentale in cui nascono le idee e ha smesso di considerare un limite il fatto di non essere una professionista verticale.

Da quel punto ha ricostruito il valore del proprio lavoro, ha imparato a dargli un prezzo e ha collocato la propria unicità proprio dove l’AI non arriva. 

In questa puntata di Salti, i pensieri che muovono il business, Roberta ripercorre il passaggio dal lavoro dipendente alla partita IVA, il momento in cui ha iniziato a prendersi sul serio e il percorso che l’ha portata a lasciare andare una parte del controllo. 

Da ufficio commerciale a Copywriter: una professione che tiene insieme tutto 

Per anni Roberta lavora nell’ufficio commerciale di una piccola realtà, un posto dove nessuno si occupava di una cosa sola e ognuno metteva mano a compiti diversi, e lì ha imparato a muoversi tra ambiti che di solito restano separati. Poi resta a casa in maternità, perde il lavoro e ricomincia a formarsi, ripescando una passione che si porta dietro da bambina. 

“Ho sempre avuto una grande fascinazione per i brand e lo stile comunicativo”, racconta, anche se per anni non riesce a dare un nome a quella spinta.

Segue allora una serie di corsi che coprono i pezzi del mestiere che sta riscoprendo come copywriter, grafica, digital marketing e video making

Aveva aperto un canale YouTube sulla maternità e due blog una decina di anni prima, spinta dal bisogno di condividere e di provare ad evitare agli altri le difficoltà che aveva attraversato in prima persona.

A un certo punto, mettendo insieme i pezzi, capisce che tutto questo può confluire in una sola professione e apre la partita IVA senza ragionarci troppo. 

La contaminazione tra competenze come valore professionale

Roberta ha trasformato in posizionamento quello che per anni le avevano fatto leggere come un limite: non essere verticale. Il suo meccanismo è preciso, accumula informazioni su tutto ciò che la appassiona e lascia che sia il cervello a collegarle da solo, senza forzare la sintesi. 

“Poi so che a un certo punto, in modo inaspettato, i pezzetti si uniscono e salta fuori qualcosa”, spiega nell’intervista.

Da qui costruisce la sua unicità: si contamina, conosce il funzionamento di molte discipline diverse, non le esegue da specialista ma le tiene tutte nello stesso sguardo. Quella visione d’insieme è il valore che porta ai clienti, la capacità di vedere connessioni dove chi si è specializzato su un solo binario non arriva. 

Il valore del lavoro creativo nell’era dell’AI

Il copywriting resta uno dei mestieri più difficili da quotare, perché mescola una parte creativa, una artistica e una operativa dentro budget che quasi mai corrispondono al valore reale del lavoro. 

Roberta racconta come per lei “la frustrazione sia stata il grande motore”, dice.

Le ha fatto capire che i prezzi troppo bassi non aiutano nessuno, perché tolgono a lei energia e passione, non riconoscono l’impegno che mette in ogni progetto e non fanno un buon servizio nemmeno al cliente. Trova quindi una cifra che regge il valore di quello che offre, misurata sull’esperienza e sul contesto. 

Ma quella difficoltà è tornata a farsi sentire negli ultimi anni, amplificata dall’AI, che ha reso il testo veloce da produrre e, apparentemente, alla portata di tutti costringendo chi scrive a spiegare, ancora una volta, il valore del proprio lavoro. 

Un primo piano di Roberta Anselmi

Intelligenza artificiale e creatività: il ruolo del fattore umano

Roberta usa l’intelligenza artificiale ogni giorno, ma la considera uno strumento di supporto al proprio lavoro creativo.

La impiega soprattutto per mettere ordine nel flusso di pensieri che le attraversano la testa e per dare struttura alle idee, mantenendo per sé la parte che considera più importante: la capacità di creare connessioni originali tra informazioni, esperienze e discipline diverse.

Nel concreto le chiede di: 

  • Organizzare le idee che inserisce come flusso di pensieri
  • Cercare i collegamenti tra cose apparentemente lontane tra loro 
  • Tenere un archivio vivo di appunti a cui torna e che riorganizza 
  • Strutturare il percorso logico di un progetto. 

La creazione resta sua, così come il piacere di trovare collegamenti tra cose apparentemente lontane, lasciare che le informazioni si incontrino e arrivare a intuizioni che nascono dal proprio modo di pensare.

“L’input umano conta ancora tanto”, afferma, perché la macchina può accelerare e organizzare il lavoro, ma è la persona a dare una direzione alle idee e a trasformarle in qualcosa di originale.

Creatività umana: perché le idee hanno bisogno di tempo

Roberta non ha idee su richiesta. Prima assorbe tutto ciò che può leggere su un argomento, poi si stacca e lascia che le informazioni sedimentino. È proprio in quel momento di distacco, nella pausa e nello spazio che si concede, che spesso arriva l’intuizione.

La creatività segue un ritmo personale, in cui all’immersione totale in un progetto deve poter seguire un momento di allontanamento.

Durante la conversazione, Federica racconta di aver attraversato un periodo di burnout che l’aveva portata a credere di non riuscire più a scrivere.

Roberta si riconosce nella riflessione e sottolinea quanto sia facile, soprattutto nei lavori creativi, arrivare a consumare le proprie energie fino a lasciare sempre meno spazio alle idee.

Per questo considera importante imparare a fermarsi, rispettare i propri tempi e creare le condizioni necessarie affinché la creatività possa emergere.

Il suo percorso personale l’ha portata anche a sviluppare una maggiore consapevolezza del proprio modo di funzionare. Attraverso la terapia e la metacognizione, ha imparato a riconoscere i momenti in cui scatta il pilota automatico, anche nel lavoro, e a sostituire la reattività con uno sguardo più consapevole.

Oggi si concede spazio, tratta gli errori con curiosità invece che con colpa e porta lo stesso approccio nelle relazioni con clienti e colleghi.

Il consiglio: fidarsi di sé e leggere il no come un’apertura 

Alla richiesta di un consiglio, Roberta si rivolge a chi si trova in tre momenti diversi del percorso: 

  • A chi ha dieci anni di esperienza: lasciare andare la paura di dover performare a ogni costo e far emergere la persona, non solo l’elenco di quello che ha fatto
  • A coloro che stanno aprendo la partita IVA: informarsi su come funziona per evitare sorprese economiche, e viverla con leggerezza invece che come una minaccia
  • Deve fare il salto: fidarsi di sé e accogliere la propria unicità, perché ogni strada per arrivare è diversa

Sotto i tre consigli scorre la stessa idea sul rischio. Roberta accetta di non avere il controllo, legge il no come un’occasione per capire e mettersi alla prova, e rifiuta di restare ferma a immaginare lo scenario peggiore. 

Vuoi costruire un business che cresca con te? 

In Lofacciodigital accompagniamo professionisti e professioniste, imprenditori e imprenditrici nel creare modelli di business sostenibili, realistici e in linea con il proprio modo di funzionare.

Lavoriamo insieme per integrare competenze, energia e visione in un percorso di crescita concreto. Prenota una conoscitiva gratuita e inizia a costruire il tuo prossimo salto. 

L’episodio “Quanto conta il fattore umano nel lavoro creativo nell’era dell’AI” con Roberta Anselmi per Lofacciodigital è disponibile su Spotify, Apple Podcast e sulle principali piattaforme di ascolto.

Contenuti dell'articolo